Neurologia

FAQ Neurologia
Il mio cane/gatto è in pericolo di vita durante una crisi epilettica?
No. La singola crisi epilettica non comporta un pericolo di vita imminente. Esistono due condizioni che devono invece essere considerate delle vere e proprie emergenze, tali da recarsi tempestivamente in clinica:
A. Quando si verificano più di due crisi epilettiche in meno di 24 ore, condizione detta “cluster di crisi epilettiche” o “crisi a grappolo”
B. Quando si susseguono più crisi della durata superiore ai cinque minuti senza un ritorno alla normalità tra una crisi e l’altra, condizione definita “status epilettico”
Con la terapia antiepilettica il mio cane/gatto potrà guarire e tornerà tutto come prima?
Prima di tutto è importante stabilire la causa che ha scatenato le crisi epilettiche con una serie di indagini diagnostiche. Se questo avviene, rimuovendola o trattandola, è possibile un graduale ritorno alla normalità e una eventuale progressiva sospensione della terapia. Nel caso di diagnosi di Epilessia primaria o idiopatica, al contrario, il paziente dovrà con alta probabilità convivere con la patologia e le terapie per tutta la vita. L’obiettivo di un trattamento antiepilettico è infatti quello di ridurre le crisi per frequenza, intensità, durata e durata della fase post-ictale.
Cosa devo fare durante una crisi epilettica?
Sostanzialmente nulla. La raccomandazione principale, per quanto emotivamente difficile da mettere in atto, è proprio quella di non sollecitare l’animale, chiamarlo e toccarlo in nessun modo. È importante mantenere voci, luci e volume degli elettrodomestici bassi per rendere l’ambiente il più silenzioso e tranquillo possibile. Occorre invece tenere lontano l’animale da ostacoli e oggetti pericolosi. Importante è anche non fare nulla nella fase successiva (definita fase post-ictale) ma aspettare che sia l’animale a riconoscervi e a cercare il contatto con voi.
Il mio cane anziano non è più lo stesso! Sporca in casa, si sveglia la notte, interagisce meno con noi. È semplicemente invecchiato?
Come per l’uomo esiste una degenerazione senile definita “Alzheimer”, anche negli animali si può riscontrare una sindrome definita “disfunzione cognitiva senile” che può essere trattata e rallentata con terapia multimodale: comportamentale, farmacologica e nutrizionale. In questo caso però, è opportuno eseguire prima una visita neurologica per scongiurare cause di natura strutturale, quali neoplasie primarie o metastatiche intracraniche, che possono causare simili cambi di comportamento.
Il neurologo mi ha consigliato la risonanza magnetica; a che rischi va incontro il mio cane/gatto?
La risonanza magnetica è una indagine di diagnostica per immagini avanzata e richiede negli animali un’anestesia generale. L’esame in sé non è invasivo ed è l’unico che permette di andare ad indagare, in corso di patologie neurologiche, le strutture intracraniche e il midollo spinale. Il paziente verrà innanzitutto sottoposto a visita pre-anestesiologica ed eseguirà esami del sangue completi affinché possa essere addormentato con il minor rischio possibile.
