UROLOGIA

L’Urologia Veterinaria è la branca specialistica medica e chirurgica che comprende lo studio delle patologie dell’apparato genito-urinario. La distribuzione della frequenza delle patologie di questo apparato differisce tra specie e sesso. Nel gatto sono maggiormente frequenti le urolitiasi, l’infiammazione/ostruzione uretrali e l’insufficienza renale cronica, nel cane è invece presente una maggiore incidenza di prostatiti, cisti / ascessi prostatici, sindrome nefrosica, piometra (raccolta purulenta endouterina) ed incontinenza urinaria

 

IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA NEL CANE

L’ipertrofia / iperplasia prostatica è una patologia frequente nel cane anziano.

L’eziologia è di natura ormonale in quanto è conseguenza di un alterato rapporto estrogeni/androgeni che provoca un aumento numerico delle cellule prostatiche (iperplasia) ed un aumento volumetrico cellulare (ipertrofia) con conseguente aumento di volume della ghiandola prostatica.

I cani affetti da ipertrofia prostatica sono predisposti a sviluppare prostatiti, cisti prostatiche ed ascessi prostatici.

A seconda che ci siano o meno complicazioni batteriche, la sintomatologia può essere più o meno evidente; generalmente il cane manifesta tenesmo rettale, ematuria, stranguria, abbattimento, dolorabilità addominale, ipertermia.

L’ecografia è l’esame diagnostico d’elezione in quanto consente di valutare la struttura della prostata, le dimensioni, l’eventuale reattività periprostatica e la presenza di cisti e ascessi prostatici.

La terapia è chirurgica in quanto l’orchiectomia bilaterale consente in tempi rapidi la riduzione volumetrica della prostata; generalmente in sole 3 settimane dalla chirurgia si può apprezzare una riduzione di circa il 50% del volume prostatico.

Nei casi in cui il soggetto non possa essere sottoposto ad anestesia generale a causa di altre gravi patologie concomitanti, si può ricorrere alla terapia medica.

L’antibioticoterapia è necessaria in corso di prostatiti e/o ascessi prostatici. La prognosi generalmente è favorevole.

 

CISTITI ED UROLITIASI

L’infiammazione delle basse vie urinarie costituisce una patologia frequente nel cane e nel gatto; sono maggiormente interessati soggetti in età adulta sebbene possa presentarsi anche a pochi mesi di età. L’eziologia è varia e può essere di origine batterica, neoplastica, traumatica, idiopatica (cistite interstiziale), secondaria alla presenza di uroliti oppure ad anomalie anatomiche congenite od acquisite (diverticolo vescico-uracale). Il paziente con cistite manifesta pollachiuria, stranguria, ematuria e, in alcuni casi, ostruzione uretrale. L’ostruzione uretrale, dovuta per lo più ad uroliti, costituisce un’emergenza in quanto si instaurano gravi alterazioni dell’equilibrio acido-base ed elettrolitico con esiti a volte letali.

Alla visita clinica si valuta, tramite palpazione addominale, lo stato di replezione della vescica; negli stati infiammatori non ostruttivi generalmente la vescica si presenta vuota per cui una vescica sovradistesa in presenza di pollachiuria deve far sospettare una ostruzione secondaria ad uroliti o di natura neoplastica.

L’iter diagnostico comprende: esame chimico-fisico e del sedimento dell’urina, urinocoltura ed antibiogramma, emocromo con formula, profilo biochimico completo, emogas analisi, rx addominale, ecografia addominale, cistoscopia, cito-istologia ed analisi degli eventuali uroliti.

La terapia varia a seconda dell’eziologia; le forme idiopatiche sono autolimitanti e si risolvono generalmente senza alcuna terapia, le cistiti batteriche richiedono antibiotico terapia, mentre le infiammazioni secondarie a uroliti o anomalie anatomiche necessitano di terapia chirurgica.

Il carcinoma delle cellule di transizione è la neoplasia maligna vescicale più comune, generalmente insorge a livello del trigono vescicale, e clinicamente si manifesta con pollachiuria e stranguria. La diagnosi richiede l’ecografia addominale che consente di evidenziare l’infiltrazione neoplastica della parete vescicale e l’esame cito-istologico. La terapia è medica e prevede la somministrazione di chemioterapici, antibiotici ed antinfiammatori.

Con il termine uroliti s’intende una concrezione policristallina composta primariamente da minerali e piccole quantità di matrice che, a seconda della composizione minerale, vengono distinti in: urato di ammonio, ossalato di calcio, fosfato di calcio, cistina, struvite e acido urico. In base alla composizione, gli uroliti

all’esame radiografico possono essere più o meno evidenti per cui è sempre importante eseguire anche l’ecografia che riesce ad evidenziare calcoli non radiopachi. L’esame del calcolo ne consente la precisa tipizzazione che è fondamentale per la prevenzione della formazione di nuovi uroliti, in quanto per molti di essi è possibile somministrare una apposita dieta che agendo sul ph urinario evita la formazione di minerali.

 

 

INSUFFICIENZA RENALE

L’insufficienza renale è una patologia molto comune nel cane e nel gatto e può avere un decorso acuto o cronico. L’insufficienza renale acuta ha insorgenza improvvisa; il paziente manifesta abbattimento, vomito, oligura/anuria, ipotermia.

Generalmente l’eziologia è da ricercare in assunzione di tossici, di farmaci potenzialmente nefrotossici, ipotensione, neoplasie renali, ipercalcemia, ecc.

L’insufficienza renale cronica è secondaria ad un processo degenerativo progressivo della struttura del nefrone, per cui la sintomatologia è generalmente subdola, il paziente manifesta nel corso di mesi poliuria e polidipsia, perdita di peso corporeo, disoressia, sino al comparire di vomito ed abbattimento.

L’insufficienza renale cronica è secondaria a processi degenerativi comuni in età geriatria a malattie infettive, sindrome del rene policistico, patologie del sistema immunitario, ecc.

La diagnosi dell’insufficienza renale si basa sugli esami del sangue, esame chimico-fisico e del sedimento dell’urina, rapporto pu/cu, elettroforesi urinaria, emogas analisi, esami per malattie infettive, ecografia addominale, citologia e biopsia renale.

La terapia varia a seconda della gravità delle alterazioni cliniche e di laboratorio e all’eziologia.

Nelle situazioni più gravi è consigliabile il ricovero del paziente in terapia intensiva al fine di somministrare fluidoterapia per via endovenosa, correggere le alterazioni elettrolitiche ed acido-base, monitorare la pressione e, nei pazienti oligurici, monitorare la produzione di urina mediante inserimento di un catetere urinario.

La prognosi è variabile.