Con il termine piometra si intende un accumulo di materiale purulento all’interno dell’utero.

Durante la fase diestrale, che nella cagne dura circa 70 giorni, il corpo luteo produce progesterone il quale stimola la crescita e l’attività produttiva delle ghiandole endometriali e, al contempo, riduce la contrattilità del miometrio.

In caso di prolungata produzione da parte dell’ovaio di progesterone si può sviluppare un’iperplasia endometriale cistica con accumulo di fluidi all’interno delle ghiandole endometriali e nel lume uterino che, associato alla ridotta contrattilità del miometrio va a costituire un ambiente favorevole allo sviluppo dei batteri determinando così la piometra.

La somministrazione esogena di estrogeni per prevenire la gravidanza determina un aumento dei recettori uterini per il progesterone aumentando così il rischio di sviluppare una piometra.

Nella gatta il rischio di sviluppare una piometra è inferiore rispetto alla cagna in quanto l’ovulazione e la conseguente formazione del corpo luteo è indotta dall’accoppiamento.

Il batterio più comunemente associato alla piometra è l’Escherichia Coli.

Nel cane non esiste una predisposizione di razza, mentre nel gatto sembrerebbero essere predisposti i siamesi ed i comuni europei a pelo corto.

Generalmente si presenta a distanza di 4-8 settimane dalla fase estrale (nella gatta 1-4 settimane).

I sintomi clinici spesso associati sono: scolo vaginale purulento o ematico nel caso di forme “aperte”, distensione addominale, anoressia, febbre, poliuria, polidipsia, disidratazione, abbattimento, vomito, diarrea, perdita di peso. Nei casi più gravi il paziente può presentarsi in stato di shock conseguente alla setticemia.

La diagnosi si basa sulla visita clinica, radiografia addominale, ecografia addominale ed esami del sangue (emocromo con formula, profilo biochimico, elettroforesi, profilo coagulativo esteso). La terapia è medica e chirurgica, il paziente richiede ospedalizzazione e necessita di fluidoterapia ed antibiotico terapia per via endovenosa sia prima che dopo l’intervento chirurgico.

Il trattamento chirurgico prevede l’ovarioisterectomia.

La prognosi è strettamente correlata alle condizioni preoperatorie del paziente.