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PATOLOGIE RESPIRATORIE
EDEMA POLMONARE
L'edema polmonare consiste in un anomalo accumulo di liquidi a livello
interstitio-alveolare del parenchima polmonare.
Più frequentemente è secondario a problemi cardiaci ma può anche
essere conseguenza di altre cause (SIRS, discrasie, neurogene).
La terapia prevede somministrazione di ossigeno, diuretici per via
endovenosa, sedativi, vasodilatatori.
La prognosi varia a seconda dell'entità dell'edema e della causa
sottostante.
Le patologie respiratorie acute rappresentano
un'emergenza che può mettere a rischio di vita
l'animale.
Le più frequenti sono:
•
edema polmonare;
•
ernia diaframmatica;
•
versamento pleurico;
•
pneumotorace;
•
sindrome brachicefalica.
ERNIA DIAFRAMMATICA
L'ernia diaframmatica consiste nella dislocazione di organi
addominali in cavità toracica attraverso una lesione patologica
del diaframma.
Può essere congenita, ma più frequentemente è conseguenza
di un trauma.
La difficoltà respiratoria è determinata dalla compressione degli
organi sui polmoni.
La terapia prevede la stabilizzazione del paziente e la
risoluzione chirurgica del difetto diaframmatico.
La prognosi è riservata.
VERSAMENTO PLEURICO
Per versamento pleurico si intende una raccolta patologica di
liquido all'interno della cavità pleurica che ostacola la normale
espansione dei polmoni.
La natura del versamento può essere differente (siero, siero-
emorragico, emorragico, purulento, chiloso) a seconda della
causa che l'ha
determinato.
La terapia
prevede la centesi
pleurica. La
diagnosi definitiva
prevede l'esame citologico e chimico-fisico del versamento,
ecocardiografia, Tac, istologia.
La prognosi dipende dalle cause sottostanti e dalla gravità della
raccolta liquida.
PNEUMOTORACE
Per pneumotorace si intende la presenza di aria nello spazio
pleurico che provoca una difficile espansione polmonare.
Le cause sono spesso di origine traumatica ma è possibile
anche il verificarsi di pneumotorace cosiddetto "spontaneo"
per presenza di patologie polmonari (neoplasie, bolle
polmonari, pneumopatie, corpi estranei) oppure da cause
iatrogene.
La diagnosi è radiografia.
La terapia prevede la centesi pleurica e, qualora necessario,
l'applicazione di un drenaggio toracico per consentire
un'aspirazione continua.
La prognosi dipende dal tipo di pneumotorace (aperto, chiuso, a valvola), dalla gravità e dalla causa
sottostante.
Leggi o scarica la nostra brochure informativa (necessita del plugin Acrobat):
Ernia Diaframmatica
Sindrome Brachicefalica
SINDROME BRACHICEFALICA
La sindrome brachicefalica può essere definita come un'ostruzione delle prime vie respiratorie
risultante dalla conformazione anatomica dei cani
brachicefali.
Per cause genetiche i soggetti brachicefali presentano un
accrescimento delle ossa maggiore in larghezza rispetto
alla lunghezza e un accrescimento normale dei tessuti
molli che risulteranno pertanto sproporzionati.
Tipicamente presentano muso compresso, scarso sviluppo
delle narici e naso-faringe distorto.
Le razze maggiormente colpite sono: Bulldog Inglese,
Carlino, Lhasa Apso, Boxer, Shar Pei, Boston terrier,
Pechinese e Shih Tzu.
La sindrome è composta dai seguenti difetti:
•
stenosi delle narici;
•
palato molle (velo palatino) lungo;
•
eversione dei sacculi laringei a cui possono associarsi ipoplasia tracheale e collasso laringeo
(nelle fasi più avanzate).
L’ingresso dell’aria attraverso le cavità nasali ristrette è difficoltoso costringendo il soggetto ad un
grande sforzo inspiratorio che esita in dispnea da moderata a grave.
La concomitanza con il palato molle lungo, l’eversione dei sacculi laringei e il collasso laringeo
aggravano la difficoltà respiratoria.
L’anamnesi riporterà:
•
cianosi;
•
respiro difficoltoso e rumoroso;
•
collasso;
•
intolleranza all’esercizio fisico;
•
peggioramento della sintomatologia in casi di stress;
•
difficoltà a dormire
•
eccitazione
•
aumento della temperatura ambientale e aumento dell’umidità.
La diagnosi di stenosi delle narici si basa sull’esame clinico del soggetto in cui si evidenziano narici
deviate medialmente che durante la fase inspiratoria deviano ulteriormente in senso mediale anziché
abdursi.
Per diagnosticare il palato molle allungato e l’eversione dei sacculi laringei è necessario sottoporre il
paziente ad una sedazione per eseguire l’esame laringoscopico.
Terapia medica.
Nei casi più lievi è possibile migliorare le condizioni dei pazienti mediante:
•
riduzione del peso corporeo;
•
riduzione dell’esercizio fisico;
•
eliminazione di tutte le possibili cause scatenanti (stress, eccitazione, caldo eccessivo,
umidità).
Terapia chirurgica.
Spesso la terapia chirurgica è l’unica soluzione per poter alleviare la sintomatologia.
La chirurgia prevede la resezione delle narici stenotiche, la resezione del palato molle lungo, la
resezione dei sacculi laringei.
Questi pazienti presentano gravi rischi anestesiologici e postoperatori, pertanto andranno
attentamente monitorati nella fase postchirurgica.
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