I forasacchi, sostanze vegetali presenti sui campi poco curati da aprile-maggio ad agosto-settembre, possono penetrare in diverse parti del corpo dei nostri animali: spazi interdigitali, orecchie, sacche tonsillari, occhi (generalmente sotto la terza palpebra), naso, prepuzio, vulva.

Quando il forasacco entra nelle narici, generalmente il cane comincia a starnutire improvvisamente e ripetutamente.

Il forasacco può seguire 3 vie: prendere la via che dal naso comunica con l’apparato digerente e quindi essere eliminato attraverso le feci, impiantarsi nella cavità nasale e lì rimanere continuando a dar fastidio ed a far starnutire il cane anche a fasi alterne, prendere la via dell’apparato respiratorio e arrivare fino ai polmoni dove si crea una reazione granulomatosa da corpo estraneo e bronco-polmonite.

Quest’ultima eventualità è la peggiore, per evitare complicanze è consigliabile addormentare l’animale ed esplorare le cavità nasali al più presto quando compare il sintomo starnuto.