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ENDOCRINOLOGIA
L' Endocrinologia Veterinaria è quella parte della medicina
che studia le ghiandole a secrezione interna, ossia quelle il
cui prodotto secreto, cioè l'ormone, viene direttamente
immesso nel sangue.
Le ghiandole che interessano i piccoli animali sono
sostanzialmente: ipofisi e ipotalamo, tiroide, ghiandole
surrenali, pancreas, apparato riproduttivo maschile e
femminile, paratiroidi.
Le patologie più comunemente riscontrate nel cane e nel gatto sono:
•
Ipotiroidismo;
•
Ipertiroidismo;
•
Iperadrenocorticismo;
•
Ipoadrenocorticismo;
•
Diabete Mellito.
IPOTIROIDISMO
L’Ipotiroidismo è una patologia presente in circa lo 0,2% della popolazione canina.
I Golden Retrievers ed i Doberman Pinschers, sono le razze in cui è stata messa in evidenza una maggiore
incidenza.
La forma più frequente è l’Ipotiroidismo Primario Acquisito, ossia un’alterazione strutturale e funzionale della
ghiandola tiroidea per lo più dovuta a tiroidite linfocitica o ad atrofia idiopatica della tiroide.
La sintomatologia è generalmente vaga, il soggetto ipotiroideo manifesta letargia, apatia, incremento del peso
corporeo, alopecia simmetrica bilaterale, seborrea e piodermite.
La diagnosi richiede esami del sangue completi (emocromo con formula, profilo biochimico completo,
elettroforesi delle proteine sieriche) e dosaggi ormonali specifici.
La terapia richiede la somministrazione di ormoni tiroidei per via orale, il cui dosaggio verrà stabilito in seguito
ad opportuni monitoraggi. Generalmente la prognosi è favorevole.
Nel gatto l’Ipotiroidismo è una patologia molto rara e le forme più frequenti sono quella iatrogena e congenita.
IPERTIROIDISMO
L'Ipertiroidismo è una patologia sistemica, secondaria a una
eccessiva secrezione di ormoni tiroidei.
La Tireotossicosi è per lo più secondaria ad iperplasia adenomatosa
di uno o di entrambi i lobi tiroidei.
I sintomi più frequenti sono: perdita di peso corporeo, polifagia,
poliuria, polidipsia, diarrea, vomito cronico.
Alla visita clinica generalmente il paziente si presenta disidratato,
alla palpazione del collo si apprezzano spesso dei noduli tiroidei ed
alla auscultazione è possibile rilevare aritmie cardiache.
Per la diagnosi è necessario eseguire esami completi e dosaggi ormonali.
La terapia può essere medica, chirurgica, oppure prevedere l'utilizzo di Iodio radioattivo.
La terapia più idonea verrà stabilita a seconda del caso clinico.
L'Ipertiroidismo nel cane è estremamente raro in quanto nella popolazione canina sono più frequenti i
carcinomi tiroidei non secernenti.
IPERADRENOCORTICISMO
Per Iperadrenocorticismo, si intende una sindrome ad eziologia varia che comporta una produzione cronica di
cortisolo.
L'incremento di cortisolo in circolo può essere secondario a patologie
ipotalamiche, ipofisarie o surrenaliche.
Le patologie che più frequentemente provocano
l'Iperadrenocorticismo sono: gli adenomi ipofisri (PDH) ed i tumori
surrenalici (ATH).
I sintomi clinici sono tutti secondari ad alte concentrazioni di cortisolo
nell'organismo, per cui compaiono: polifagia, poliuria, polidipsia,
alopecia bilaterale simmetrica, atrofia muscolare, piodermiti, fragilità
cutanea.
L'iperadrenocorticismo non trattato, a lungo andare, può provocare una serie di complicazioni come: epatopatia
da steroidi, pancreatite, diabete mellito, cistite batterica, pielonefrite, tromboembolismo; pertanto è da
considerare una patologia endocrina che se non diagnosticata e trattata può avere prognosi infausta.
Oltre agli esami di base del sangue ed all'ecografia addominale, la diagnosi necessita di test ormonali specifici.
Prima di iniziare la terapia occorre avere una diagnosi certa, in quanto trattare un paziente non affetto da
Iperadrenocorticismo può avere esito fatale.
La terapia può essere medica, chirurgica e in alcuni casi particolari può essere utile la radioterapia.
La prognosi è variabile a seconda dell'eziologia.
IPOADRENOCORTICISMO
L'Ipoadrenocorticismo è l'insufficienza funzionale delle ghiandole surrenali.
Nel cane è più frequente l'insufficienza primaria acquisita.
L'Ipoadrenocorticismo, comporta una carenza di ormoni glucocorticoidi e
mineralcorticoidi.
La carenza di glucocorticoidi provoca letargia, debolezza, vomito, anoressia,
diarrea, dolore addominale, perdita di peso e, in condizioni particolari, episodi
sincopali.
La carenza di mineralcorticoidi è responsabile di alterazioni elettrolitiche (iperpotassiemia ed iponatriemia)
rilevati all'emogasanalisi.
Per la diagnosi occorrono una serie di accertamenti tra cui test ormonali.
La terapia consiste nell'integrare per via orale o sottocutanea le carenze ormonali.
La prognosi è favorevole a lungo termine.
DIABETE MELLITO
Il Diabete Mellito è la patologia del pancreas endocrino più frequente nel cane e nel gatto.
In base ai meccanismi patofisiologici ed alle alterazioni patogenetiche
delle cellule beta del pancreas, il Diabete viene classificato in Diabete
Tipo I, a sua volta distinto in Diabete Insulino Dipendente e Diabete
Non Insulino Dipendente, e Diabete Tipo II.
Nel Diabete di tipo I, c'è sempre una ridotta secrezione di insulina,
mentre nel tipo II, la secrezione di insulina può essere normale, ridotta
oppure aumentata, ma l'insulina non viene utilizzata dai tessuti
periferici a causa di meccanismi correlati ad altre patologie.
In corso di Diabete è presente una insufficiente secrezione, assoluta o relativa, di insulina, che comporta
aumento della glicemia e conseguente glicosuria.
Il diabete non trattato porta alla chetoacidosi con alterazioni dell'equilibrio acido-base, elettrolitico e
dell'osmolarità.
I sintomi clinici più frequenti, nella fase di insorgenza, sono poliuria, polidipsia, polifagia e perdita di peso, se il
paziente non viene trattato in questa prima fase, può comparire anche abbattimento, anoressia, vomito e
diarrea, questi ultimi sintomi sono riconducibili alla chetoacidosi.
La diagnosi necessita di esami del sangue completi, esame chimico fisico e del sedimento dell'urina,
urinocoltura ed antibiogramma, fruttosamine, ecografia addominale ed inoltre bisogna escludere che
l'iperglicemia sia secondarie ad altre patologie endocrine quali l'pertiroidismo e l'iperadrenocorticismo.
La terapia richiede la somministrazione di ipoglicemizzanti orali, più spesso di insulina ed una dieta adeguata.
In caso di chetoacidosi la prognosi è riservata, ed il paziente necessita di ricovero in terapia intensiva al fine di
correggere la disidratazione, le alterazioni acido-base ed elettrolitiche.
La prognosi è variabile in quanto dipende dalle condizioni cliniche del paziente, dall'eziologia e dalle eventuali
patologie concomitanti.
Endocrinologia - Gastroenterologia - Urologia
Gatto Diabetico “Plantigrado”