DERMATOLOGIA

La cute rappresenta l’organo più vasto dell’organismo animale ed insieme al mantello è responsabile di diverse funzioni tra le quali: protezione, termoregolazione, riserva, produzione, funzione cognitiva e sociale.

La funzione di protezione svolta dalla cute e dagli annessi cutanei è la prima fonte di difesa dell’organismo nei confronti degli agenti estranei.

Il sistema immunitario cutaneo è formato da cellule di Largherans, linfociti, mastociti e cellule endoteliali. La termoregolazione dei carnivori domestici, non potendo essi utilizzare le ghiandole sudoripare, viene mantenuta efficiente dalla ricca vascolarizzazione dermica, dal mantello e dal tessuto adiposo sottocutaneo.

La cute è una riserva di elettroliti, grassi, vitamine liposolubili, acqua e mucopolisaccaridi. Nel cane, come nell’uomo, la cute è l’organo responsabile della produzione della Vitamina D grazie all’azione dei raggi UV.

Infine le funzioni cognitive (dolore, prurito, calore, freddo, pressione e tatto) sono mediate da recettori cutanei, mentre le funzioni sociali, ad esempio la mimetizzazione nella caccia e l’orripilazione per aumentare il profilo del corpo e spaventare l’aggressore in caso di minaccia, vengono svolte dal pelo.

I prodotti di alcune ghiandole (circumanali, mentoniere, paranali) hanno la funzione di marcare il territorio e quindi di riconoscere i vari soggetti.

Le malattie cutanee che riguardano i cani e i gatti sono:

– Malattie batteriche;- Malattie ambientali;

– Malattie fungine (Micosi);- Malattie ereditarie e congenite;

– Malattie virali;- Malattie psicogene;

– Malattie protozoarie;- Malattie tumorali e paraneoplastiche;

– Malattie parassitarie (DAP,Acari);- Malattie endocrine;

– Malattie allergiche;- Malattie idiopatiche;

– Malattie immunitarie.

ROGNA SARCOPTICA

La Rogna Sarcoptica (conosciuta anche con il nome di Scabbia) è una malattia cutanea molto pruriginosa dovuta a un’infestazione della cute da parte di un acaro (Sarcoptes Scabiei var. Canis).

La malattia è caratterizzata da intenso prurito ed insorgenza improvvisa. Le lesioni sono principalmente distribuite ai margini dei padiglioni auricolari, gomiti, sterno e garretti.

La diagnosi viene eseguita attraverso i raschiati superficiali e profondi della cute interessata al fine di evidenziare la presenza dell’acaro e le sue uova oppure, nel caso in cui il risultato del primo esame fosse dubbio, tramite il test sierologico che mette in evidenza IgG anti-sarcoptes.

La terapia per la Rogna Sarcoptica prevede delle spugnature con preparati di Amitraz, antiparassitari cutanei come la Selamectina e terapie sistemiche quali Milbemicina Ossima o Ivermectina.

La prognosi è favorevole.

DEMODICOSI

La Demodicosi Canina è una malattia cutanea causata dalla proliferazione di acari appartenenti al genere Demodex spp. all’interno dei follicoli piliferi o nello strato corneo.

La Demodicosi può insorgere nell’età giovanile (allattamento, stress…) o nell’età adulta in seguito ad altre patologie (ipotiroidismo, diabete mellito, leishmaniosi) oppure a terapie immunosoppressive. E’ stata riconosciuta una predisposizione di razza per Shar Pei, West Highland White Terrier, Scottish Terrier, Bulldog Inglese, Staffordshire Bull Terrier, Boxer e Alano. Non sono state invece evidenziate predilezioni di sesso.

Le lesioni provocate dall’infestazione dell’acaro sono principalmente aree alopeciche associate a scaglie, croste e prurito.

La Demodicosi si definisce localizzata (CLD) quando le lesioni alopecie sono in numero uguale o inferiore a cinque, generalizzata (CGD) quando le lesioni sono in numero superiore a sei e/o con interessamento di aree molto ampie della superficie corporea.

La diagnosi della malattia si basa sulla presenza di acari o uova nei raschiati superficiali e profondi della cute interessata.

La terapia viene stabilita a seconda delle due forme di infestazione (CLD, CGD) e consiste in applicazioni locali di Amitraz, trattamenti antiparassitari locali (spot-on), farmaci sistemici come Milbemicina o l’Ivermectina.

La prognosi della malattia nell’età adulta è riservata poiché è in relazione alla causa sottostante di immunodepressione, per la forma giovanile è variabile.

ADENITE SEBACEA NEL CANE

L’Adenite Sebacea è una malattia rara, di incerta eziologia, caratterizzata da un processo infiammatorio che ha come bersaglio le ghiandole sebacee causandone la progressiva distruzione. Ha una maggiore incidenza nelle seguenti razze: Samoiedo, Viszla, Barbone Gigante, l’Akita Inu. Per il Barbone Gigante e l’Akita Inu sembra esserci anche una componente a base ereditaria legata ad un gene autosomico recessivo.

L’eziopatogenesi della malattia è assai confusa. Si possono formulare diverse ipotesi tra le quali:

  • un difetto strutturale primario delle ghiandole sebacee e dei loro dotti responsabile di una perdita di sebo nel derma con reazione infiammatoria da corpo estraneo;
  • una reazione immuno-mediata o autoimmune che ha per bersaglio le ghiandole sebacee;
  • un difetto di cheratinizzazione che provoca l’ostruzione dei dotti ghiandolari sebacei e l’infiammazione ghiandolare;
  • un’anormalità del metabolismo lipidico che si ripercuotono sui processi di cheratinizzazione e sulla produzione del sebo.

L’Adenite Sebacea si manifesta nei soggetti in età giovanile-adulta e sembra avere un andamento ciclico caratterizzato da fasi di remissione e recidive indipendenti dai trattamenti farmacologici impiegati.

Esistono importanti variazioni dei quadri clinici con cui l’Adenite Sebacea si manifesta le lesioni sono apprezzabili inizialmente sui padiglioni auricolari, sulla testa e lungo la linea dorsale mediana fino ad estendersi successivamente lungo la superficie ventrale del collo e al resto del tronco. Sulla cute di questi soggetti sono osservabili lesioni cutanee quali: papule, pustole, croste e detriti cheratosebacei giallo-brunastri. Il mantello presenta un aspetto untuoso. Il prurito non è un segno clinico di questa malattia ma con l’istaurarsi di infezioni batteriche o/e micotiche può rappresentare, insieme a quest’ultime, una complicanza.

La diagnosi definitiva di Adenite Sebacea viene effettuata attraverso l’esame istologico. I soggetti affetti da questa malattia possono presentare tre fasi con un quadro istologico ben definito quali:

  • fase precoce caratterizzata dalla presenza di un infiltrato infiammatorio di modesta entità localizzato a livello dell’istmo follicolare;
  • fase in pieno sviluppo della malattia caratterizzata dalla presenza di un imponente infiltrato incentrato sulle ghiandole sebacee;
  • fase tardiva caratterizzata dalla scomparsa delle ghiandole sebacee con fibrosi perifollicolare.

Le forme lievi di Adenite Sebacea possono essere trattate con terapie topiche quali shampoo contenenti agenti cheratolitici, balsami emollienti e l’applicazione giornaliera di soluzioni spray contenenti glicole propilenico al 50-75%.

Alcuni soggetti migliorano con la somministrazione di acidi grassi essenziali, mentre l’impiego di glicocorticoidi non sembra in grado di impedire il corso della malattia.

Nei casi più gravi è indicato il trattamento sistemico con l’impiego dei retinoidi quali Isotretinoina e acitretina/etretina dove i miglioramenti clinici possono essere osservati dopo uno-due mesi dall’inizio della somministrazione. La terapia deve essere continuata per tutta la vita dell’animale. In soggetti che non rispondono alle terapie sopra citate si può utilizzare la ciclosporina per periodi limitati.

La prognosi dell’Adenite Sebacea è variabile. In alcuni soggetti la malattia è controllata con l’impiego esclusivo della terapia topica, altri presentano recidive e remissioni indipendentemente dalla terapia instaurata.