Chirurgia Oncologica Veterinaria

 

La chirurgia oncologica in veterinaria è quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento delle neoplasie.

Comprende la chirurgia dei tessuti molli, la chirurgia ortopedica e la chirurgia plastica-ricostruttiva.

Il ruolo del chirurgo oncologico non può prescindere da una stretta interazione con l'oncologo clinico in quanto la scelta terapeutica più appropriata si basa su una perfetta conoscenza della biologia del tumore, sulla possibilità o meno di applicare terapie adiuvanti, nonché dalle condizioni cliniche del paziente.

Nell'approccio ad una massa tumorale il chirurgo deve scegliere la tecnica chirurgica più adeguata considerando non solo le modalità di escissione possibili ma anche le possibilità ricostruttive.

La chirurgia oncologica può avere uno scopo:

  • Preventivo;
  • Diagnostico;
  • Curativo;
  • Citoriduttivo;
  • Palliativo.

CHIRURGIA ONCOLOGICA A SCOPO PREVENTIVO.

I due esempi tipici in medicina veterinaria di una chirurgia a scopo preventivo sono l'ovarioisterectomia (o ovariectomia) e l'asportazione dei testicoli ritenuti.

Le cagne sterilizzate prima del primo calore presentano un rischio dello 0,05% rispetto alle femmine intere di sviluppare tumori mammari; tale rischio sale all'8% se l'ovariectomia avviene prima del secondo calore.

Allo stesso modo le gatte sterilizzate precocemente presentano un rischio sette volte minore rispetto alle gatte intere.

I cani con testicoli criptorchidi (ritenuti in cavità addominale o lungo il canale inguinale) presentano un rischio 13,6 volte maggiore rispetto ai cani normali di sviluppare tumori delle cellule del Sertoli.

 

 

CHIRURGIA ONCOLOGICA A SCOPO DIAGNOSTICO.

La chirurgia rappresenta un passo fondamentale nell'iter diagnostico di una massa tumorale consentendo di prelevare campioni di tessuto da sottoporre all'esame istologico (biopsia).

La biopsia escissionale consiste nell'asportazione del tessuto tumorale in toto con un margine di tessuto normale circostante.

In alcuni casi (ad esempio per lesioni relativamente piccole) è da preferire rispetto alla biopsia incisionale in quanto può avere uno scopo diagnostico e terapeutico allo stesso tempo.

Con la biopsia incisionale si preleva un cuneo di tessuto da una massa di dimensioni maggiori per sottoporla all'esame istologico.

In genere è preferibile eseguire incisioni multiple con campioni prelevati sia al centro che alla periferia della massa.

 

 

CHIRURGIA ONCOLOGICA A SCOPO CURATIVO.

La resezione chirurgica rappresenta la prima scelta terapeutica per molti tipi di tumore.

Il planning preoperatorio in chirurgia oncologica deve essere molto attento e si basa su diversi fattori tra i quali:

  • tipo di tumore;
  • grado di differenziazione del tumore;
  • localizzazione;
  • dimensioni;
  • possibilità di ricostruzione.

 

Generalmente per i tumori maligni si consiglia un'escissione con un margine di tessuto sano di circa 3 cm in ogni direzione.

Il chirurgo deve anche tener presente che alcune strutture come il grasso non rappresentano una buona barriera per le cellule tumorali mentre un'ottima barriera è rappresentata da ossa e fascia muscolare.

In caso di recidiva locale per margini contaminati da cellule tumorali dopo il primo tentativo di escissione, le successive chirurgie richiederanno una maggior invasività per cercare di ottenere dei margini indenni con, di conseguenza, una riduzione della probabilità di guarigione.

 

 

CHIRURGIA ONCOLOGICA A SCOPO CITORIDUTTIVO.

Nei casi in cui non sia possibile ottenere una completa asportazione della massa, la chirurgia può rappresentare un passo di un approccio multimodale che preveda un protocollo di radioterapia.

Lo scopo della chirurgia è di asportare quanto più tessuto possibile ed in seguito agire con la terapia radiante sulle cellule tumorali residue.

In alcuni casi è necessario intervenire prima con la terapia radiante per ottenere una riduzione della massa tumorale e in un secondo momento procedere all'escissione chirurgica.

 

 

CHIRURGIA ONCOLOGICA A SCOPO PALLIATIVO.

La chirurgia a scopo palliativo si prefigge di alleviare i sintomi senza curare la malattia.

Un esempio è rappresentato dall'amputazione di un arto in caso di osteosarcoma in cui la chirurgia ha lo scopo di alleviare il dolore e di prevenire possibili fratture patologiche.

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